4) IL MATERIALISMO COME CRITICA DEI LUOGHI COMUNI
A Fabrizio pare che questo lungo discorso introdotto da Mario sia del tutto contorto e che le sue osservazioni critiche in ordine alle ideologie contrastanti il materialimo ed agli intellettuali come principali fruitori rimangano del tutto prive di risposta.Mario osserva invece che Fabrizio deve lasciarlo finire, in quanto non e' il ragionamento ad essere contorto, ma la situazione che e' oggetto di analisi ad essere complessa ed aggrovigliata, e che pertanto e' necessario affrontare tutte le fasi successive del problema. Seppure occorre una certa pazienza, e' possibli arrivare a risolvere agevolmente la questione, e senza troppi ritardi o perdite di tempo.
Fa infatti rilevare Mario che quanto prima esposto trova un sicuro riscontro nella realta' e nei fatti da tutti osservati. Non potra' certo negare Fabrizio che ci sono persone, e sono tante, che pur sviluppando belle analisi in perfetta aderenza con la realta', introducano, ad un certo punto del discorso, una bella idea preconcetta, dalla quale fan poi dipendere tutto quel che precede, e finiscono per trascinare il ragionamento su una strada che nulla piu' ha di materialistico.
Tali siano, a titolo di mero esempio, concetti come: il bello, il giusto, il bene, etc.
Fatto sta che concetti come "il bello", etc., dovrebbero essere oggetto di critica e discussione da oltre 2500 anni, dal tempo lontano in cui il buon Socrate metteva in crisi l'uomo comune. L'atteggiamento di Socrate era una presa di posizione assolutamente dialettica, anche se relativa all'epoca nella quale viveva, e questo suo atteggiarsi era assolutamente conforme alla realta', era il suo modo di essere materialista.
Egli infatti mirava a dissolvere quelle idee preconcette che nessun referente avevano con la realta'.
Se dunque quanto premesso e' esatto, bisogna convenire che il materialismo come atteggiamento spontaneo della generalita' trova un limite proprio nell'intrusione, apparentemente altrettanto spontanea, di spezzoni ideologici non materialistici nel pensiero della massa.
Con alcuni corollari che e' opportuno sottolineare.
Innanzi tutto il contrario atteggiamento, mirante allo sviluppo critico di ogni ragionamento, e' un atteggiamento coerente intimamente con lo spirito del materialismo, in quanto frutto dell'esigenza della descrizione piu' esatta del reale, in relazione a quanto gia' acquisito.
In altre parole il metodo dialettico, che si prefigge di analizzare anche il movimento di una specifica situazione, e' esso stesso un pezzo di materialismo avanzato.
Per quanto possa sembrare strano si puo' affermare che il lato materialistico di Hegel e' stata proprio la riscoperta della dialettica.
E' confermato dunque che il materialismo filosofico e' l'atteggiamento mentale spontaneo della generalita', mentre il lato dialettico e' una conquista da realizzarsi progressivamente, e che si realizza progressivamente sulla base della concreta evoluzione storica della massa.
La circostanza che sino ad ora solo una minoranza intellettuale abbia affrontato il problema teorico del materialismo e della dialettica, fatto del tutto indiscutibile, non significa: ne' che la generalita' ed in particolare i ceti non intellettuali si trovino la strada sbarrata verso il materialismo e la dialettica: e' vero esattamente il contrario, come e' vero che individui coerenti, benche' privi di strumentazione intellettuale, giorno per giorno si trovino spinti dall'evolvere della situazione materiale ad affrontare in termini dialettici i problemi posti sul campo dallo sviluppo storico. E' anche del tutto vero, sopprattuto, che gli intellettuali, che sino ad ora hanno condotto ampi (e sacrosanti) dibattiti sul materialismo, abbiano macroscopicamente lasciato in ombra la tematica della diffusione della dialettica materialistica fra le file dei non intellettuali, non tanto per non essersi occupati della diffusione della dialettica nel campo dell'economia, della storia e della politica a questo livello, ma per aver lasciato vuoto di intervento il campo dell'applicazione della dialettica alla vita di tutti i giorni, il campo del materialismo della vita quotidiana.
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