5) COS'E' IL MATERIALISMO DELLA VITA QUOTIDIANA
Interviene ora Aldo, chiedendo a Mario di essere piu' chiaro: cosa intende per "materialismo della vita quotidiana" Si tratta di una novita'? Cosi' Aldo pensa, non avendo mai sentito parlarne nessuno. Mario osserva che il materialismo, come critica delle ideologie puo' essere(e deve essere) applicato ad ogni campo. Non solo ai campi dell'analisi filosofica, storica, economica, etc., ma a tutti i problemi della vita quotidiana, fino a diventare uno strumento della vita quotidiana, strumento per chi e' materialista convinto, per condurre la propria vita, ma anche strumento per intervenire tra chi ha posizioni del tutto diverse e strumento per l'educazione sociale.Mario rileva che il problema se lo sono posti fin dall'origine tutti i materialisti, ma sottolinea che l'introduzione del materialismo nella vita quotidiana e' stata abbandonata come ricerca sistematica. Cionondimeno nell'attualita' e' divenuto sempre piu' urgente per i materialisti affrontare proprio questa tematica, ed affrontarla esattamente da questo angolo visuale. Sara' proprio questa specifica angolatura ad aprire altri campi del dibattito teorico nella prospettiva materialistica.
Di sicuro, rileva Mario, e' davvero ben strano che il materialismo debba occuparsi soltanto dei problemi piu' astratti e disdegnare quelli concreti che riguardano tutti nella loro vita di tutti i giorni, e che, omettendo di battere questa strada, ometta di rivolgersi a quelle ampie masse che, pur impostando la loro vita in maniera gia' materialista, trovano difficolta' ad orientarsi verso i piu' evoluti sviluppi dialettici del materialismo moderno, rimanendo prigioniere di convinzioni del tutto contraddittorie con i loro istinti ed esigenze di evoluzione progressiva.
Fabrizio fa osservare che il ragionamento portato avanti da Mario, richiede chiarimenti in ordine alla dialettica. Ma cosa e' questa dialettica materialistica di cui si sta parlando? Non e' forse strano parlare di un Socrate dialettico e di un Hegel materialista?
Mario si sofferma a chiarire: molti chiari scrittori hanno enunciato il senso ed il significato della dialettica materialistica in maniera sintetica, ma esatta ed assolutamente adeguata all'epoca nella quale scrivevano ed al dibattito di quel tempo.
Oggi pero' e' ragionevole fare di piu', nel senso che, sulla base dell'evoluzione storica successiva e dell'esperienza accumulata, sono emerse nuove esigenze ed altre, embrionali in precedenza, si sono potentemente rafforzate.
La dialettica,come si e' detto, e' la realta' colta in movimento, e' il movimento del reale. Tale movimento e' facile esaminarlo a scatti isolati, molto piu' difficile esaminarlo nella sua continuita' e fornire una rappresantazione di idee , di concetti, di illustrazioni adeguata a queso oggetto. I classici hanno utilizzato come sintesi gli shemi dialettici, gli schemi della contraddizione.
Noi possiamo, per altra via usare altri metodi per esprimere in concetti lo stesso fenomeno.
Basta esaminare la realta'. Ora questo esame diventa difficile quando non poniamo tutti gli interrogativi relativi ad una qualunque vicenda oggetto della nostra attenzione.
Dunque porre gli interrogativi, non fermarsi alla prima osteria.
Torniamo al concetto di "bello", a titolo di esempio. Quanta gente si mette a discutere di questo nelle relazioni interpersonali? Quanti materialisti si soffermano con attenzione sul punto? Ma che cos'e' "il bello". Sicuramente i piu' riflessivi sbottano ripetendo che si sta parlando di un concetto relativo, ed ognuno ha la sua idea in proposito. Ma, fatta questa riflessione, il ragionamento si ferma. Possibile?
Possibile che, questa soluzione del problema sia una soluzione e per di piu' una soluzione coerentemente materialistica?
Da quando in qua i materialisti moderni, di fronte ad un concetto che viene espresso dalla generalita' degli esseri umani centinaia di migliaia di volte al giorno, se la cavino con : ma e' un concetto relativo"?
E abbiamo finito, e non ci si pensa piu'.
Ma come? Se il concetto di bello e' relativo, vuol dire in Italiano che ogni individuo si crea il suo, come gli pare. E se e' una creazione del proprio pensiero, non ha alcuna esistenza assoluta, autonoma, cioe' non esiste. Piu' esattamente non esiste in natura, non riflette nessuna situazione che ha un nesso con una base naturale.
Ed allora perche' gli esseri umani si valgono di una cosa che non c'e'? Innanzi tutto se ne valgono gli esseri umani. Gli animali non hanno il concetto di bello e per loro il fatto che qualcosa sia o non sia bello non ha alcun valore.
Il concetto di bello e' dunque solo una costruzione sociale, ha solo valore sociale, nasce nella storia e nella storia morira'. Trarre conclusioni, introducendo la tematica del "bello" significa, in ogni settore, introdurre una variante idealistica, in grado di fuorviare qualunque tipo di analisi. E questo e' solo un inizio, perche' questi interrogativi portano lontano. Ma e' qui , e' cosi' che spero vi sia piu' chiara la dialettica materialistica.
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