3) LA DIALETTICA
Mario osserva in proposito che e' senz'altro vero che il materialismo e' stato ampiamente contrastato da dottrine antitetiche e che i materialisti noti sono e sono stati principalmente intellettuali, ma cio' che si afferma e' una verita' ben diversa e cioe' che la concezione materialista e' una concezione spontanea e per l'esattezza e' quella concezione che ritiene che le proprie idee debbano conformarsi al mondo reale, quale fotografia del medesimo. Come tale essa rispecchia esattamente il punto di vista della generalita' degli esseri umani, fino al punto in cui essi non introducono nei loro ragionamenti, in maniera non spontanea, per quanto molte volte assolutamente comune, elementi immaginati, favolistici, idee preconcette, da cui viene fatto dipendere il reale.Questo secondo e antitetico punto di vista (chiamato idealistico dai materialisti) compare nelle rappresentazioni che gli esseri umani si fanno, ma con minore frequenza, non indotto dalla spontaneita'.
Una delle ragioni, probabilmente la principale, per cui la concezione materialista si trova mescolata con le ideologie, e' la circostanza che il materialismo, nella sua spontaneita', si ferma alla mera fotografia delle cose come stanno, e, spontaneamente, ha difficolta' a riconoscere la necessita' di comprendere la realta' nel suo movimento, come un film e non come un'insieme di fotografie.
Questo ulteriore elemento conoscitivo, non spontaneo, e' quanto i filosofi del passato hanno definito dialettica. Il materialismo spontaneo, o adialettico, o metafisico, ha una diffusione maggioritaria tra le masse, quello dialettico, pur essendo continuamente in sviluppo, non e' maggioritario.
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