10) DUE SETTORI DEL CERVELLO UMANO
Osserva Fabrizio che in tal modo Mario pare proporre una sintesi di materialismo e dottrina freudiana. Gli scrittori materialisti mal si combinano tuttavia con chi, come Freud, ha sempre assunto un atteggiamento di chiusura in se' stesso.Mario risponde che non si tratta di dar vita ad alcuna sintesi: tale sarebbe un'operazione logica a priori, una mera, idealistica costruzione del pensiero. E' invece la realta', nel suo movimento, che ha reso evidente che l'analisi, condotta dai materialisti nel passato, e' risultata del tutto insufficiente a spiegare i fenomeni del modo reale. Cio' non vuol dire che l'analisi fosse erronea, anzi! Cio' vuol dire solo che una parte del mondo reale non era ancora caduta sotto l'esame rigoroso del materialismo. Eppure questa assenza di analisi si intravedeva chiaramente.
Ad ognuno di voi e' infatti capitato di dover rispondere a questa semplice domanda: perche', se gli esseri umani ricevono i piu' grandi chiarimenti teorici, tuttavia non si comportano di conseguenza, accettando le opinioni piu' giuste e opponendosi alle opinioni piu' erronee? Che tradotta in altri termini puo' suonare: perche' le masse non seguono le opinioni sociali piu' avanzate, abbattendo governi corrotti, protettori della ricchezza dei pochi?
Se leggiamo la stampa o il net di questi tempi (ma leggiamo pure la stampa del passato) questa domanda assilla la mente del grande pensatore, come dell'umile proletario.
Questa domanda e' estremamente giusta ed e' estremamente corretto porsela: forse bisognerebbe porsela piu' spesso.
C'e' qualcosa che non quadra. Se la prova sta nel pudding, e' evidente che di primo acchito stiamo sbagliando noi: il pudding e' immangiabile!
Perche' i materialisti stanno sbagliando? Perche' essi hanno fermato la loro analisi. I materialisti piu' semplici finiscono per rispondere: e' una questione di ignoranza, c'e' molta gente che non sa, la colpa e' di costoro. I materialisti piu' acculturati rispondono: Il problema sono gli interessi materiali: nel nostro mondo evoluto, le briciole degli extraprofitti monopolistici corrompono gli strati superiori della classe operaia, senza contare l'allargamento della classe media, l'espulsione dei contadini poveri dalla campagna, ecc.. Alla fine dell'analisi, pero' anche gli acculturati finiscono per rispondere che in ogni caso esiste l'ignoranza sovrana.
Sicuramente materialisti semplici ed acculturati arrivano ad una conclusione non detta: urge la necessita' di un intervento culturale, perche' chi non sappia, possa sapere.
Tale intervento nel passato era assunto in carico dagli intellettuali che svolgevano un'opera poderosa di educazione, come informazione e formazione delle masse piu' povere. Qualcosa del genere oggi non esiste piu'.
Sicuramente dunque la conclusione di cui sopra, benche' inespressa, resta una conclusione esatta dei materialisti.
Tuttavia, indipendentemente da tale conclusione, c'e' un punto della faccenda che non viene esaurito dalle considerazioni sovraesposte. Sia il materialista piu' semplice, che il materialista piu' acculturato, impostano la questione come se bastasse illuminare con lo scibile gli esseri umani, per ottenerne la positiva conseguenza della crescita di coscienza. Le cose non vanno per nulla cosi'. Solo in certe condizioni gli esseri umani si dispongono a riconoscere lo scibile come patrimonio che urge acquisire, solo in certe condizioni si passa ad una coscienza superiore.
Ma in quali condizioni?
I materialisti acculturati trarrebbero un vantaggio solo dalla cessazione degli influssi negativi delle classi dominanti, dalla cessazione della distribuzione delle briciole da parte dell'oligarchia finanziaria. Ma tale cessazione e' impensabile per un lungo lasso di tempo. I corruttori continueranno a corrompere ed anche in maniera crescente. E' questa la ragione per cui molti materialisti hanno cercato di sfuggire a questo problema ricorrendo ai "paesi sottosviluppati".
Oggi questa scappatoia, di andare a cercare all'estero i portatori dell'ideologia sana, dello sviluppo delle coscienze, si e' dimostrata totalmente inutile: i paesi del terzo e quarto mondo marciano imperturbabili sulla strada della riproduzione delle condizioni capitalistiche dell'occidente, riproducendo gli stessi problemi che si trovano ad affrontare i materialisti occidentali in tema di educazione di massa.
Dunque: in quali condizioni si passa ad una coscienza superiore?
Se si ha il coraggio di guardare in faccia la realta' ci si accorge subito che gli esseri umani aderiscono o non aderiscono ad una idea, nella misura in cui una parte del loro pensiero, la sfera emotiva, e' disposta a farlo. E gli esseri umani lo fanno anche se operano in gruppo, e quindi se vanno valutati come massa e non come singolo. Cio' corrisponde in pieno all'esperienza personale di ogni individuo.
Ci sono due settori che operano contemporaneamente nel cervello di ciascuno: un settore e' quanto chiamiamo la sfera razionale. Tramite i processi logici, tale settore esamina la realta' e la valuta alla stregua dei canoni della logica: con cio' rappresenta la realta' anche a se' stesso e pone in essere i mezzi teorici per procedere alla trasformazione, ritornando nella pratica.
Contestualmente a questo settore opera il secondo settore: le sue reazioni sono assolutamente razionali, ma il suo movimentio appare a tutta prima del tutto irrazionale, vale a dire in possibile netto contrasto col settore razionale. Il secondo settore, che e' quanto chiamiamo la sfera emotiva, in realta' opera secondo leggi sue proprie, che e' necessario investigare e conoscere bene per portarlo sotto l'egida della razionalita'.
Questo secondo settore, benche' non sia rappresentativo della realta', e' una guida per tornare alla pratica, e' una guida nella vita di tutti i giorni. E' una guida che coesiste con l'altra parte del cervello, quella razionale, e che opera insieme ad essa tutti i giorni, ma, spesso e volentieri, interferendo con la sfera razionale, in maniera tale che le nostre decisioni esprimono la risultante dell'azione contestuale di entrambe i settori.
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